domenica 25 dicembre 2011

MERRY CHRISTMAS !!!!!!!!!

Photo courtesy: Roberta R.  http://www.flickr.com/photos/wererabbit


Christmas is forever, not just for one day

for loving, sharing, giving, are not to put away

like bells and lights and tinsel, in some box upon a shelf.

The good you do to others is good you do to yourself.


(Written by Norman W. Brooks)

sabato 24 dicembre 2011

DATE CAKE


Aspettando la mezzanotte di Natale prepariamo questa torta, dolce e speziata. E' il dessert della vigilia di Natale.
Può essere glassata o semplicemente servita a fette spalmata con il burro o con la panna montata. Squisita

DATE CAKE
Torta ai datteri

Ingredienti:
200 ml acqua bollente
200 g datteri snocciolati, finemente tritati
120 g noci sminuzzati
1 cucchiaino bicarbonato di sodio
150 g burro
130 g zucchero di canna
2 uova
170 g farina
½ cucchiaino sale
1 bustina vanillina
1 bustina lievito per dolci in polvere
1 cucchiaino acqua
4 cucchiai rum
Glassa
110 g burro a temperature ambiente
180 g zucchero a velo
4 cucchiai rum

Snocciolate e tritate finemente i datteri e le noci.
In un pentolino portate ad ebollizione l'acqua. Aggiungetevi il bicarbonato di sodio e versate l’acqua sulla frutta secca. Lasciate riposare.
Nel frattempo, in una terrina, lavorate il burro a crema e sempre mescolando aggiungetevi lo zucchero. Unite le uova, precedentemente ben battute. A quest'ultimo composto incorporate quello dei datteri e noci che avete fatto riposare. Amalgamate bene il tutto. Sempre mescolando aggiungete, poco alla volta, la farina ed il lievito in polvere, precedentemente setacciati, il sale e la vanillina.
Versate l'impasto in una tortiera rettangolare, 21x17cm, leggermente unta, e cuocete nel forno preriscaldato a 175° per circa 1 ora.
Appena sfornata la torta, spruzzate la superficie con il rum mescolato ad un po' di acqua. Lasciate il dolce nella tortiera per 10 minuti e poi mettetelo a raffreddare su una griglia.
Servite a fette spalmate col burro oppure guarnite con la panna montata.
Se preferite la glassa, non irrorate con l'acqua e rum la superficie della torta e preparate la glassa. In una ciotola lavorate il burro con lo zucchero ed il rum sino ad ottenere una crema.
Spalmate la torta con la glassa, quando si sarà completamente raffreddata.

Buona vigilia di Natale!!

Servizio Fotografico: Stefano Vensi




lunedì 19 dicembre 2011

CHOCOLATE CHIP COOKIES


I CHOCOLATE CHIP COOKIES, molto popolari nel Nord America, nascono nel 1930 in America.

È possibile surgelare la pasta dei biscotti. Dapprima, formate delle palline e fatele congelare singolarmente su di un piatto per un'ora. Poi raccogliete in un sacchetto e conservatele in freezer. Al bisogno, scongelate le palline, disponetele sulla placca da forno, schiacciatele leggermente ed infornartele. La bontà in un attimo!
CHOCOLATE CHIP COOKIES
Biscotti con gocce di cioccolato

Ingredienti: circa 40 biscotti
80 g burro
80 g zucchero
100 g zucchero di canna
1 uovo
2 cucchiaini essenza di vaniglia
230 g farina
1 cucchiaino bicarbonato di sodio
½ cucchiaino sale
170 g gocce di cioccolato o cioccolata a pezzetti

In una terrina lavorate il burro con i due tipi di zucchero finchè il composto risulterà soffice e leggero. Unitevi l’uovo e la vanillina. Mescolate sino ad ottenere una crema. 

Incorporatevi la farina setacciata, il bicarbonato di sodio ed infine il sale. Quando l'impasto sarà ben amalgamato unite le gocce di cioccolato e mescolate.

Su una placca da forno, leggermente unta, predisponete, con un cucchiaio, delle palline ben distanti tra loro e appiattitele lievemente. Infornate a 180° per 8-10 minuti o finchè i bordi dei biscotti saranno dorati e leggermente morbidi al centro. I biscotti sembreranno troppo morbidi ma raffreddandosi diventeranno più duri e croccanti.

Togliete i biscotti dal forno, e lasciateli intiepidire sulla placca e per 2-3 minuti; quindi trasferiteli, con una spatola, sulla gratella a raffreddare completamente. Conservate i biscotti in un contenitore a chiusura ermetica. 
ENJOY!!!!


Servizio fotografico: Stefano Vensi


domenica 11 dicembre 2011

CANADA DELL'EST: QUEBEC

Paesaggio in autunno del Lago Memphrèmagog
Photo courtesy: worldlogomark                    www.flickr.com/photos/31459271@N04  
Un viaggio tra le bellezze del Canada dell’Est: nella provincia del Quebec tra grandi città, piccoli villaggi, paesaggi marini, fiumi, boschi, magnifiche costiere, taiga e tundra e spettacoli della natura incontaminata, per non dimenticare l'avvistamento di balene bianche e di orsi ed i numerosi sentieri da percorrere. Attraversando le regioni del Quebec incontriamo tradizione inglese e cultura francofona.

Old and new Montreal                                                  Photo courtesy: Sharleen  www.flickr.com/photos/35746992@N08/  
La più grande città del Quebec è Montreal dall’atmosfera accogliente. Montreal, per dimensioni, è la seconda città del Canada dopo Toronto ed è anche il polo economico della regione del Quebec.

Montreal                        Photo courtesy: surrahman www.flickr.com/photos/surrahman
A 130 km da Montreal troviamo un'area piena di laghi, fiumi e villaggi francesi vecchio stile.Un magnifico esempio è il villaggio di Monte Tremblant. 

Mont-Tremblant è una città tra le montagne Laurenziane del Quebec, rinomata per i resort sciistici e campi da golf.
Il suo nome fu dato dagli amerindi Algonquins, “montagna tremante”.
    Cittadina di Mont Tremblant      Photo courtesy: Splurge www.flickr.com/photos/splurge
A sudest di Montreal, troviamo i cantoni dell’Est (detta Estrie), posti sui contrafforti degli Appalachi. I monti Appalachi nascono nel sud degli USA fino alla penisola Gaspè, creando sistemi collinari e vallate in cui scorrono vari fiumi. L'Estrie rappresenta una delle più belle regioni del Quebec. In questa regione, il Lago Memphrèmagog attraversa la frontiera che divide il Canada dagli USA.
Lago Memphrèmagog           Photo courtesy: Antoine Mghayar   www.flickr.com/photos/icatch/2049367358/in/photostream

Capitale della provincia, Quebec City, è un gioiello della cultura e dell’architettura francese del Nord America. Il centro storico di Quebec è cinto da mura: l’unico caso in tutto il continente.
La città alta di Quebec si trova su un promontorio che sovrasta il fiume San Lorenzo.  
                                        Photo courtesy: Zach Everson  www.zacheverson.com   
Simbolo della città di Quebec è il Castello Fontenac.

                                                   Photo courtesy: Zach Everson www.zacheverson.com  
L’architettura del Quebec è un perfetta combinazione tra lo stile francese e quello inglese e quello nord americano: l’antico e il moderno.

Downtown Quebec         Photo courtesy: Isabelle www.flickr.com/photos/sabel 
Subito fuori dalla grande città di Quebec incontriamo luoghi dove regna una immensa natura, tra foreste millenarie e paesaggi fluviali e laghi che tolgono il fiato!

A nord della città di Quebec il fiume Montmorency scorre tranquillo per poi raggiungere un immenso dislivello che porta le sue acqua a confluire nel vuoto con una caduta di quasi 80 m per poi gettarsi nel fiume San Lorenzo. Le Cascate di Montmorency sono meno conosciute, ma una volta e mezzo più alte di quelle del Niagara!!! E sono le più alte di tutto il Nord America!
Montmorency Falls        Photo courtesy: Steve Newfield        www.flickr.com/photos/18588282@N00 
Nella parte centrale della provincia vi è la regione del Charlevoix dove si incontrano i Monti Laurenziani, le più vecchie catene di monti al mondo con rocce di 540 milioni di anni fa e tra i più belli spettacoli della natura del mondo.

Monti Laurenziani           Photo courtesy:www.wikipedia.com

Il fiume St, Maurice attraversa i monti laurenziani e raggiunge il Lago St. Jean. Nei pressi dell’immenso di questo immenso lago vi è una comunità amerinda di Mashteulatsh.

         Lago St. Jean              Photo courtesy: Juan Carlos Ruiz Lac www.flickr.com/photos/9122795@N06
Dal lago St. Jean nasce Il fiume Saguenay , circa 200 km a nord del Quebec city, attraversa un paesaggio di montagne e scogliere per poi immettersi si nel fiume San Lorenzo all’altezza di Tadoussac, cittadina situata nel punto di confluenza con il San Lorenzo.
                                                     Tadoussac                            Photo courtesy: www.flickr.com/photos/tourismesaglac
Una delle più belle baie del mondo, Tadoussac del basso san Lorenzo. Questa è un’ area con molti villaggi ed è famosa per gli avvistamenti delle balene.
La regione del Saguenay è una delle regioni più affascinanti dell’est Canadese con i suoi fiordi, per gli avvistamenti di balene e altri cetacei, escursioni in canoa o passeggiate tra la natura incontaminata e fitti boschi.

Fiume Saguenay             Photo courtesy:www.flickr.com/photos/owlbookdreams
Questa regione è attraversato dal fiume Saguenay, che era una importante via commerciale verso l'interno per gli indigeni autoctoni del Canada. Durante la colonizzazione francese era un percorso importante per il commercio delle pellicce mentre nel XIX secolo il fiume è stato adoperato per le industrie forestali.
Nelle sue acque freddissime vivono molte balene tra cui le rare balene bianche di razza Beluga che amano queste acque perchè ricche di krill, cibo primario delle balene.
Krill: piccoli crostacei, cibo primario delle balene    Photo courtesy: www.wikipedia.com 
  Sulle rive del Saguenay si trovano graziosi villaggi
abitazioni tipiche quebecchesi su Saguenay River     Photo courtesy: Breiz33  www.flickr.com/photos/30913371@N07
Gli ultimi 100 km del fiume Saguenay costituiscono un magnifico e profondo fiordo con le sue impressionati scogliere a picco e con percorsi panoramici mozzafiato. Può essere visitato a piedi, a cavallo o in kayak.Durante l'inverno, il fiordo di Saguenay è una località di pesca sotto il ghiaccio praticata in piccole capanne di legno, che proteggono dal freddo. Tutto questo è strettamente conforme alla tradizione amerinda.  

Fiume e Fiordo di Saguenay            Photo courtesy: Axel Drainville http://www.flickr.com/photos/axelrd
Fiordo di Saguenay da vicino     Photo courtesy: Terry Goldstein www.flickr.com/photos/ticktock01
I Monti Appalachi costeggiano la parte sud-est della penisola e si estendono sino alla penisola di Gaspè terminando nel Golfo di San Lorenzo creando sistemi collinari e vallate in cui scorrono vari fiumi.

 costiera della Gaspè Penisola   Photo courtesy: robin www.flickr.com/photos/38628225@N00
Sulla punta della penisola di Gaspè, terra di ampi spazi e pescatori, troviamo la città di Gaspe che ospita il faro più alto del Canada. Ci sono spiagge meravigliose che costeggiano Gaspe Bay.
Punta estrema della penisola troviamo Piercè Rock, un’ immensa roccia immersa nel mare. Qui si avvistano anche le foche.
                   Percè Rock       Photo courtesy: Polarvista www.flickr.com/photos/14845349@N03
Oltre la penisola Gaspè si scorge l'arcipelago dell'Iles-de-la-Madeleine nel Golfo di San Lorenzo
                                   Photo courtesy: worldlogomark www.flickr.com/photos/31459274@N04 
Le regioni nord e nord-ovest del Quebec sono scarsamente popolate con villaggi di minatori e progetti idroelettrici insieme alle comunità dei popolazioni native degli Inuit ad altri. Sono caratterizzate da taiga e tundra.
        un lago nel cuore della taiga                                    Photo courtesy: peupleloup     www.flivkr.com/photos/peupleloup  
Ora, qualche amico quebecchese.............

chipmunk canadesPhoto courtesy: Robin  www.flickr.com/photos/38628255@N00
















non poteva mancare Mr. Fox!



Photo courtesy:Ivan Dupont www.flickr.com/photos/ivandupont  
il silenzio sul fiore..........
 farfalla in un parco del Quebec  Photo courtesy:Ivan Dupont www.flickr.com/photos/ivandupont  
A proposito di fiori,. Ecco un girasole che cresce nella provincia di Quebec............
Photo coutesy: Steve Newfield www.flickr.com/photos/18588282@@N00









Delicati, selavaggi fiori che crescono sul Monte Tremblant...
Photo courtesy:  Ken jet   www.flickr.com/photos/kenjet 















e concludiamo con un'esplosione di colore e di vita!


Photo courtesy: Dan       www.flickr.com/photos/13904520@N08
Fonti:
www.easyviaggio.com








domenica 4 dicembre 2011

FROSTED BROWNIES


Qualcosa di “tonificante” in questa giornata d'inverno dove la cioccolato porta sempre buon umore....

I “brownies” nascono in America alla fine del XIX secolo ed il nome deriva dal loro colore scuro.
Fanno parte dei “bar cookies”, biscotti il cui composto è spalmato in una teglia quadrata. Dopo la cottura si taglia l'impasto cotto in quadrotti ossia in “bars”.
Sono facilissimi, velocissimi ma sopratutto buonissimi!
FROSTED BROWNIES
quadrotti di cioccolato glassati

Ingredienti: per circa 18 pezzi
90 g cioccolato fondente
50 g burro
1 cucchiaio caffè solubile sciolto in 1 cucchiaio di acqua calda
180 g canna di zucchero
1 uovo
90 g farina
100 g noci, grossolanamente tritate
½ cucchiaio lievito in polvere per dolci
2 uova

Glassa:
120 g burro a temperatura ambiente
300 g zucchero a velo
½ cucchiaino estratto di vaniglia
1 cucchiaio panna liquido
1 cucchiaio kirsch liquore

Decorazione:
100 g cioccolato fondente
40 g burro

Sciogliete a bagnomaria il cioccolato ed il burro e mescolateli sino ad ottenere una crema. Incorporatevi il caffè, raffreddato, e mescolate energeticamente. Mettete da parte a raffreddare.

In un’altra terrina sbattete l’uovo. Aggiungete lo zucchero e la vanillina mescolando finchè il composto diventerà cremoso. Incorporatevi la crema di cioccolato e mescolate vigorosamente. Unite la farina ed il lievito, precedentemente setacciati e mescolati. Infine aggiungete le noci ed amalgamate.

Versate l’impasto in una teglia 20x20cm avendo cura di livellare la superficie. Infornate e cuocete a 180° per circa 20 minuti o finchè i bordi del dolce si scuriscono ma non si staccano dai lati della teglia. Al centro l’impasto sarà morbido. Una volta raffreddato però prenderà consistenza. Se cuocete troppo i quadrotti risulteranno duri e asciutti.

Fate raffreddare il dolce nella teglia. Una volta raffreddato, staccate il dolce dalle pareti adoperando un coltello affilato ai lati della teglia. Sformatelo e ponetelo su una gratella.

Preparate la glassa. Con uno sbattitore elettrico montate il burro finchè sarà cremoso e spumoso. Aggiungete lo zucchero e continuate a sbattere. Infine unite la panna liquida, la vaniglia ed il kirsch sino alla consistenza desiderata. Spalmate la glassa sul dolce.

Per la decorazione, sciogliete a bagnomaria il cioccolato con il burro e mescolate finchè sarà cremoso. Adoperando una siringa per dolci o una sac à poche decorate la superficie del dolce. Mettete in frigo per 15 minuti e poi tagliatelo a quadrotti.
ENJOY!


servizio fotografico:Stefano Vensi

sabato 26 novembre 2011

BUTTER TARTS


Le "butter tarts" sono tipicamente canadesi importate dagli immigranti scozzesi. Sembra che ci sia un dolce simile nella Scozia denominato “ Eccefechan butter tarts”, dal nome del paese in cui sono nati. Sono molto diffusi nelle province di Ontario e di Nuova Scozia, entrambe meta di molti immigranti Scozzesi. 
BUTTER TARTS
Tartellette al burro

Ingredienti: 12 tartellette
Pasta frolla:
230 g farina
½ cucchiaino sale
130 g burro
1 cucchiaio zucchero
1 uovo
1 cucchiaino aceto bianco
30 ml acqua ghiacciata

Farcia:
1 uovo
80 g zucchero da canna
120 ml dark corn syrup*
125 g  burro fuso
½ cucchiaino sale
1 cucchiaino estratto di vaniglia
120 g uva sultanina

Su una spianatoia tagliate con un coltello il burro con la farina ed il sale fino ad ottenere un impasto granuloso oppure frullate in un robot da cucina. Unitevi lo zucchero e mescolate.

In una ciotola sbattete l’uovo, l’aceto bianco e l’acqua. Amalgamate quest’ultimo composto a quello della farina ed impastate velocemente per 3 minuti. Formate una palla e lasciatela riposare per 1 ora a temperatura ambiente.
Poi stendete la pasta in una sfoglia sottile e ricavate dei dischetti dal diametro di 10 cm e dallo spessore di 3-4 mm. Sistemateli nello stampo per muffins leggermente unto. Coprite lo stampo con una pellicola e ponetelo nel frigo per 30-40 minuti.

Nel frattempo preparate il ripieno. Sbattete leggermente l’uovo e sempre mescolando aggiungete lo zucchero ed il corn syrup. Incorporate l’aceto, il sale, l’estratto di vaniglia, il burro fuso ed infine l’uva sultanina che è stata precedentemente messa in ammollo in acqua tiepida per 10 minuti, strizzata e scolata.
Versate il ripieno su ogni singola sfoglia, riempiendola per trequarti. Cuocete a forno preriscaldato a 175° per circa 15-20 minuti finchè il ripieno sarà gonfio.

Lasciate raffreddate le tartellette prima di rimuoverle dalla teglia

 potete fare il “corn syrup" in casa o sostituirlo (visionate barra menù “Ingredienti produrli e sostituirli” alla homepage).


servizio fotografico: Stefano Vensi




sabato 19 novembre 2011

Jiddu Krishnamutri: poesia

Photo courtesy: FiaBaMaGica   http://www.flickr.com/photos/fiabamagica


Splendida poesia del Maestro Spirituale indiano, Jiddu Krishnamutri,che ci insegna ad osservare e ad ascoltare, senza pregiudizi o condizionamenti, il movimento della vita.


O amico,
la Verità non si lega.
Essa è come l’aria,
libera, sconfinata,
incalcolabile,
indistruttibile.
Essa non ha dimora,
non ha né tempio né altare;
essa non è di un Dio,
per quanto zelo dispieghino
i suoi fedeli.
Puoi dire da qual fior
l’ape raccolga il miele soave?

O amico,
lascia l’eresia agli eretici,
la religione agli ortodossi,
ma raccogli la Verità
dalla polvere della tua esperienza.




venerdì 11 novembre 2011

POPPY SEED CAKE


Photo courtesy: Bish   http://www.flickr.com/photos/-bish

In Canada , l’11 novembre si festeggia il  Remembrance Day, giornata in cui si commemorano i soldati canadesi delle Forze armate.  È conosciuta anche come Poppy Day. Infatti, il papavero (poppy) è l’emblema di questa giornata.
Questi fiori sbocciano nei campi di Flanders dove migliaia di soldati persero la vita durante la Prima Guerra Mondiale.  Il papavero  simboleggia, con la sua corolla color rosso- sanguigno, il sangue versato in quel luogo.
Molto conosciuta è lil poema scritto  John McCrae (nato a Guelph, Ontario)  “In Flanders Field”.
Per questo onoriamo questa giornata con un dolce ai semi di papavero.


LEMON POPPY SEED CAKE  
Torta ai semi di papavero

Ingredienti:
300 g farina
1 bustina lievito per dolci in polvere
½ cucchiaino sale
125 g burro a temperatura ambiente
220 g zucchero
2 uova
1 bustina vanillina
220 g zucchero
100 ml latticello*
1 cucchiaino essenza di limone
2 cucchiaino scorza di limone grattugiao (2 limoni)
15 g semi di papavero ( 2 cucchiai)

Sciroppo al limone:
125 g zucchero
75 ml succo di limone

Setacciate la farina, il lievito, la vanillina, il sale. Unite i semi di papavero, mescolate e mettete da parte.

In una grande terrina lavorate il burro affinchè morbido e cremoso. Aggiungete lo zucchero e continuate a mescolare vigorosamente. Incorporate le uova, uno per volta e mescolate bene dopo ogni uovo. Unite la scorza grattugiata e l’essenza di limone e mescolate.

Incorporate gli ingredienti asciutti precedentemente setacciati alternandoli con il latticello. Iniziate e terminate con gli ingredienti asciutti. Amalgamte bene e versate l’impasto in una teglia rettangolare 20x10x7cm leggermente unta  o foderata con carta da forno. Cuocete in forno pre-riscaldato a 180° nella parte centrale del forno per  25 minuti ; poi abbassate la temperatura  a 160° e cuocete per altri 10 minuti o affinchè inserendo uno stuzzicadenti al centro ne uscirà pulito.

Preparate  lo sciroppo al limone. Mettete lo zucchero ed il succo di limone in una casseruola. Mescolate e portate sul fuoco a fiamma bassa.  Sempre mescolando fate sciogliere bene lo zucchero . Portate al punto di ebollizione.  Rimuovete dalla fiamma.
Sfornate la torta e bucherellate la superficie  con uno stuzzicadenti. Con un pennello da cuicna  spalmate lo sciroppo tiepido. Pennellate tanto quanto sciroppo viene assorbito . Dopo 10 minuti  rimuovete il dolce dalla  teglia e trasferitela su una gratella per dolci e spennellate i lati della torta con lo sciroppo.

Fate raffreddare. È consigliabile lasciar riposare la torta per almeno 12 ore per permettere l’assorbimento dello sciroppo di limone all’interno della torta.  

È gustossisima!

 potete fare il “buttermilk” (latticello) in casa: velocissimo (visionate barra menù “Ingredienti produrli e sostituirli” alla homepage).
Servifizio fotografico:Stefano Vensi