mercoledì 25 gennaio 2012

CHOCOLATE-DIPPED SHORTBREAD COOKIES

In Canada, il 25 gennaio si celebra “Robbie Burns Day” in onore del grande poeta scozzese Robert Burns, precursore del Romanticismo. Quando emigrarono in Canada, gli scozzesi portarono con sé il loro amore per questo poeta. La concentrazione più alta di scozzesi si trova in Cape Breton, dove il Gaelico è insegnato e parlato in alcune sue parti.
Tutto il paese festeggia questa giornata con balli caratteristici, bande di cornamuse e menu speciali scozzesi.
Per omaggiare questa festa ho scelto dei biscotti tipici della Scozia, molto popolari in Canada: shortbread cookies, biscotti molto friabili….pochi semplici ingredienti per un impasto che si scioglie in bocca!


CHOCOLATE-DIPPED SHORTBREAD COOKIES
Biscotti sablè ricoperti di cioccolato

Ingredienti: 26 biscotti
230 g burro, a temperatura ambiente
70 g zucchero a velo
I cucchiaino vanillina pura in polvere
315 g farina
Copertura:
75 g  cioccolato fondente
125 g cioccolato al latte
10 g burro

Con un frullino elettrico montate il burro a crema. Poi unite lo zucchero e la vanillina in polvere ed amalgamate. Aggiungete la farina e continuate a mescolare finchè il composto inizia raccogliersi in una palla. Versatelo sulla spianatoia e, con le mani, formate una palla omogenea. Appiattite la palla e avvolgetela con una pellicola trasparente. Ponete in frigo per due ore circa.

Poi rimuovete la pasta frolla dal frigo e lasciatela riposare 10 minuti prima di stenderla. Con il mattarello fare uno sfoglia di ½ cm su una spianatoia leggermente infarinata. Ritagliate i biscotti con le formine che desiderate. Con un pennello spazzolate via la farina in eccedenza sui biscotti e sistemateli su una placca da forno foderata con la carta da forno. 
Mettete i biscotti in frigo per 15 minuti e poi infornateli a 160° sul piano centrale del forno. Cuocete per 20-25 minuti o affinchè i bordi incominceranno a dorarsi. Rimuovete immediatamente i biscotti dal forno e trasferiteli su una gratella a raffreddare per circa 30 minuti.
Per la copertura:
Tritate finemente il cioccolato. Mettetene metà assieme al burro in una pentola a bagnomaria mescolando spesso. Fate sciogliere i due ingredienti sino ad ottenere una crema. Rimuovete dalla fiamma ed aggiungete, poco alla volta, il restante cioccolato, mescolando energeticamente e velocemente. Quando il composto avrà la consistenza di una crema, procedete ad immergere metà di ogni biscotto. Disponete sulla carta da forno e fate rapprendere il cioccolato per almeno due ore.
 

Sono buonissimi anche senza la copertura!!!! 


Servizio fotografico: Maria Evans


domenica 22 gennaio 2012

LO SCIROPPO D'ACERO: EMBLEMA DEL CANADA

                                                    Photo courtesy:www.flickr.com/photos/bananamondaes/6279803474

Emblema per eccellenza del Canada è il “maple syrup”, liquido zuccherino ottenuto bollendo la linfa dell’ acero.
Il Canada ne produce oltre l'80% della produzione mondiale. Il 75% è prodotto nella provincia del Quebec con più di 7000 produttori.

Già gli indiani della regione dei Grandi Laghi e del fiume San Lorenzo conoscevano la lavorazione di questa linfa. In origine veniva trattata in modo da ottenerne cristalli che fungevano da surrogato dello zucchero di canna. Solo in seguito si scoprì la possibilità di ricavarne uno sciroppo. Veniva usato come merce di scambio o come regalo dagli indiani d’America, oltre che adoperarlo nella loro cucina. La conoscenza di questa estrazione fu poi trasmessa ai primi coloni Europei, i quali hanno, nel tempo, ne migliorarono il processo di raccolta e di lavorazione.

Nel Quebec: la raccolta della linfa  che i canadesi chiamano “maple’s water” perché sembra simile all’acqua.

Photo courtesy : Jean-Marc Labbe www.sxc.hu


Ciò che viene raccolto è la linfa di specifici aceri, principalmente dello Sugar Maple (Acer saccharum) e del Black Maple (Acer Nigrum). La raccolta avviene mentre l’albero è in letargo, ossia all’inizio della primavera, momento in cui la linfa scorre prima che il calore dell’estate la renda amarognola. Fare lo sciroppo d’acero richiede notti gelate e giornate calde (non oltre i 10° C). Queste giornate devono alternarsi e durare abbastanza per permettere alla linfa di circolare negli alberi.

La linfa viene raccolta in aree di coltivazione note come “sugarbush”” o “sugarwoods”
In genere ogni stagione di “maple sugaring” dura dalle 4 ai 8 settimane, a seconda della regione e del tempo meteorologico. Il fiorire delle gemme segnala la fine della raccolta.

Si inizia ad “incidere” l’albero quando il suo tronco raggiunge almeno 12 cm. Si può estrarre la linfa dallo stesso albero per circa 30 anni.  Ogni albero  produce in media 12 litri di liquido al giorno. Per ottenere un litro di sciroppo ci vogliono 40 litri di linfa d'acero.

Photo courtesy: Tennis Forbes            www.flickr.com/photos/dforbes/418121366
Tuttavia, la linfa, allo stato puro non possiede quel caratteristico colore e sapore caramellato. Ciò viene reso con la bollitura e con la conseguente evaporizzazione dell’acqua in essa contenuta. Lo sciroppo, infatti, deriva dal processo di concentrazione della linfa, che si effettua in costruzioni ad hoc chiamate “sugarshacks” o “cabines à sucre”.

Nell’Ontario: maple syrup capanna (Mountsberg Park, vicino Toronto)

 Photo courtesy: www.flickr.com/photos/76798588@N00/126593946/in/photostream/

Nell’Ontario : metodo tradizionale per la bollitura della linfa d’acero (Mountsberg Park, vicino Toronto)

Photo courtesy: Steph      www.flickr.com/photos/76798588@N00/126593943

Le specie degli albero d’acero idonee per estrarre questo liquido nascono in varie parti del mondo ma le condizioni climatiche ottimali si trovano in alcuni zone dell’ Ontario del Sud, nella provincia del Quebec ed in alcune zone della New Brunswick come anche negli stati del New England negli USA. Tuttavia anche le province di Manitoba e Saskatchewan producono uno sciroppo d’acero, tratto dal Manitoba Maple, meno dolce e dal sapore leggermente diverso.
Uno sciroppo simile a quello d’acero è prodotto anche dal alcune specie dell’albero di betulla: birch syrup

Lo sciroppo d’acero può essere classificato in base al grado di raffinazione e colore: chiaro, ambrato e marrone. Quello più chiaro è ritenuto essere il migliore per il suo sapore delicato. Le gradazioni servono anche per definire l’ultima raccolta in quanto alla fine della stagione la linfa si presenta più scura e con un più forte sapore caramellato.


Nel Québec ed in alcune parti dell'Ontario, il processo di fabbricazione dello sciroppo è divenuto parte della cultura popolare. Infatti si possono visitare gli sugarshacks, dove piatti a base di sciroppo d'acero sono serviti in un'atmosfera rustica e casareccia. 
La maple taffee (letteralmente: caramella d'acero) o tire sur la neige è preparata versando caramello caldissimo, ottenuto concentrando ulteriormente lo sciroppo, sulla neve fredda; la caramella così realizzata viene poi mangiata su bastoncini a mo' di lecca-lecca.
Ottimo sui pancakes, nello yogurt,sul gelato, sulla frutta fresca e come ingrediente nei dolci.
maple taffee
Photo Courtesy: Kate McDonnell       www.flickr.com/photos/mtlweblog/452931243


Il "maple syrup" è un prodotto costoso a causa della bassa resa, ma esistono anche versioni economiche con una data percentuale di sciroppo d’acero misto allo zucchero di canna. Si riconoscono perché sono denominati “maple-flavoured”, “pancake syrup”, “table syrup” e nomi similari, prodotti che però hanno un sapore caramellato artificiale. Lo sciroppo d’acero autentico è garantito con il marchio di una foglia d’acero sull’etichettatura della bottiglia.

Salute e Sciroppo….d’acero
Photo courtesy: Eric C. Snowdeal III    http://snowdeal.org



È il secondo dolcificante naturale meno calorico superato solo dalla melassa; ha un alto contenuto di sali minerali quali il potassio, il calcio, fosforo zinco e manganese e possiede alcune tracce di amino acidi e vitamine. Comparato al miele ne ha 15% calcio in più. A causa della presenza di componenti fenoliche è anche un potente antiossidante.

Oltre ad essere utilizzato per le sue elevate proprietà nutrizionali ed energizzanti, lo sciroppo d'acero è noto anche per le sue proprietà depurative, diuretiche e antistipsi. 
In virtù dei suoi componenti specifici aiuta a prevenire il diabete, il cancro, l’osteoporosi e l’Alzeimer. Per la presenza di manganese aiuta a riparare i tessuti muscolari e riparare danni cellulari. Come dolcificante nei dolci non fermenta nell’organismo per cui non causa gonfiore addominale.

Numerosi studi hanno dimostrato che gli estratti di sciroppo d’acero possiedono un effetto antimutageno, antiproliferativo e anticancerogeno. Ad oggi, sono state identificate 54 sostanze presenti nello sciroppo e di queste, 5 sono state recentemente scoperte. Una di queste è il Quebecol, un composto fenolico potenzialmente benefico non presente in origine nella linfa d’acero per cui si crede che sia prodotto nel processo di preparazione dello sciroppo.

In altre parole, quando il gusto e la salute s’incontrano……

Photo courtesy:   Richard www.flickr.com/photos/41074546@N06/6292368756



Fonti:












domenica 15 gennaio 2012

MAPLE SYRUP MUFFINS

Per rendere le nostre giornate invernali più gustose o per fare una “Canadian breakfast” non possono mancare i muffins allo sciroppo d’acero.
Già gli Indiani Irochesi conoscevano la lavorazione della linfa estratta dalla corteccia dell’albero d’acero. Inizialmente la linfa veniva trattata in modo da  ottenere cristalli che fungevano da surrogato dello zucchero di canna. Solo in seguito si scoprì la possibilità di ricavarne uno sciroppo.

MAPLE SYRUP MUFFINS
Muffins allo sciroppo d’acero

Ingredienti: 14 muffins
150 g farina integrale
130 g farina bianca
2 cucchiaini lievito per dolci in polvere
½ cucchiaini bicarbonato di sodio
½ cucchiaino sale
115 g burro a temperatura ambiente
200 ml sciroppo d’acero
150 g panna acida a temperatura ambiente*
1 uovo
60 g noci

In una terrina setacciate le farine, il lievito per dolci, il bicarbonato di sodio ed il sale e mettete da parte. In un’altra terrina montate il burro finchè sarà cremoso.
Gradualmente aggiungete, sempre mescolando, lo sciroppo d’acero. Incorporate la panna acida e poi l’uovo. Infine aggiungete le noci. Versate le farine e mescolate finchè il composto risulterà omogeneo avendo cura di non mescolare troppo.

Distribuite l’impasto nei pirottini che avete sistemato nello stampo per muffins riempiendoli per 2/3. Infornate a 180° e cuocete per 20-25 minuti o affinchè i muffin non saranno gonfi e dorati e infilzandoli al centro con uno stuzzicadenti questo non ne uscirà pulito.
Poi toglieteli dal forno e dopo 5 minuti sformateli e fateli raffreddare su una gratella.

Servite i muffins irrorandoli con lo sciroppo d’acero. Buonissimi!!!!!


 potete fare la "sour cream" in casa o sostituirli (visionate barra menù “Ingredienti produrli e sostituirli” alla homepage)

Servizio fotografico: Maria Evans

domenica 8 gennaio 2012

COSA E' LO YOGA (PARTE I)

Photo courtesy: Marko Jurkovic        http://www.flickr.com/photos/creativeline/530074991/  

 E' la forza interiore che gli consente di utilizzare la propria pace, gioia e amore condividendole con gli altri. Anziché essere influenzato dalla negatività altrui, la sua positività è tale da influenzare gli altri.
Uno yogi sa come mantenere auto rispetto e dunque è in grado di dare rispetto a chi lo circonda. Uno yogi ha l’abitudine di dare un appuntamento a se stesso, ogni giorno, dedicando del tempo al silenzio.
 Questo tempo ha proprio bisogno di questo, di rieducare la propria coscienza.
Yogesh Sharda

Secoli prima che si parlasse di inconscio, di psiche e di personalità gli antichi saggi dello Yoga avevano già visto questo fenomeno e trovato le soluzioni per porvi rimedio.
Patanjali, nei suoi Sutra, così definisce lo Yoga:
"Lo Yoga è il processo di pulizia della mente subconscia, allora il Testimone si siede nella sua vera forma e natura".
Lo Yoga stesso, lontano da approcci settari o religiosi, viene definito come un processo: un insieme di tecniche e modelli che, se applicate, conducono alla liberazione dalle nostre compulsioni e dall’identificazione con la nostra personalità.
Questi movimenti non cesseranno di esistere, ma divenendone “testimoni” cesseremo di esserne schiavi, quindi liberi di tornare ad identificarci con la nostra vera natura, quindi l’Essenza, in un processo di totale autorealizzazione.
Maharishi Patanjali, autore degli Yoga Sutra, fra i primi testi della millenaria tradizione Yoga. Rishikesh,India
Photo courtesy: Manoj Pal              http://www.flickr.com/photos/pin-2/5125833582/sizes/z/in/photostream/    
Il termine Yoga deriva dal verbo sanscrito 'yuj', da cui  l'italiano 'giogo', Il giogo è quello strumento che si utilizza per legare i cavalli all'aratro ed indurli ad esercitare la loro possente forza in una sola direzione ed ottenere quindi di arare il proprio campo.
Simbolicamente il carro/aratro viene preso a simbolo della mente umana, che se ben guidata, può arare il campo della conoscenza. La mente umana è condotta da cavalli forti (le facoltà dei sensi, le facoltà mentali, le passioni ) che, se lasciati liberi, se non 'aggiogati', disciplinati, disperdono le loro energie in tutte le direzioni. Aggiogare i buoi al carro = aggiogare la personalità istintuale presente nella natura umana, per riorientarli verso scopo e significati più alti.
Ecco che quindi che al termine yoga viene associato il significato di 'disciplina'.
Altro significato del verbo sanscrito Yuj, oltre il più intrinseco "aggiogare” è legato al verbo unire o unione in cui i fautori di questa disciplina si addestrano, in ambito psico-somatico, ad aggiogare mente e corpo per ottenere una perfetta unità operanti a livelli profondi.
Una terza proposta interpretativa, si ravvisa nella parola "fusione" che per lo Yoga rappresenta il livello coscienziale d'esperienza relativamente più avanzato che, di solito, segue la completa realizzazione dell'unione psico-fisica. 
 Cambia a questo punto la propria visione del mondo. Le parole amico, nemico o indifferente vengono sostituite da favorevole, sfavorevole o neutrale e, per conseguenza, si presenta nel praticante una più evidente stabilità emotiva. 
Le memorie, soprattutto attraverso la pratica della meditazione, vengono anch'esse riorganizzate e spogliate dall'aspetto emotivo. 
L'individuo può così incamminarsi verso un quarto stadio di realizzazione che lo porterà a cercare la gioia duratura e ciò che sta oltre l'ordinario, ovvero il trascendente. Lungo la via potrebbe sperimentare la suprema quiete, conoscere e riposare nella vera essenza del suo essere attraverso una continua meditazione sul vero sé.

Non è facile definire in modo esaustivo cosa è lo yoga a coloro che non praticano questa disciplina. Questa disciplina può essere compresa praticandola correttamente con un guida esperta.
                                Photo courtesy:Mark Murray              http://www.flickr.com/photos/murdog36/4866486574/  
Le motivazioni per cui si comincia a praticare Yoga sono diverse e personali, ma in ogni caso si ottiene un maggiore equilibrio fisico e mentale.
Infatti secondo i princìpi dello Yoga il concetto di “salute” non coincide esattamente con quella che è la salute fisica, ovvero l’assenza di malattie o disturbi, ma coinvolge anche gli aspetti mentali e quindi psichici e spirituali dell’individuo, comprendendone quindi anche gli atteggiamenti ed i comportamenti sociali.

C’è davvero la necessità di soffermarci un momento a riflettere, di dedicare un po’ di tempo e di energia a noi stessi ed alla nostra evoluzione psicofisica, per riacquistare quella latente capacità di comprendere e di analizzare noi stessi, evitando di rivolgere la nostra attenzione soltanto all’esterno ed agli aspetti solo materiali della vita.
Quasi tutti noi, anche senza accorgercene, presi come siamo dalla nostra frenetica attività (di natura soprattutto mentale), trasciniamo la nostra esistenza senza essere in sintonia con i nostri ritmi biologici ed ignorando quelli naturali. Gli effetti di questo disequilibrio sono i malesseri, le disfunzioni neurovegetative, l’ansia, l’insicurezza, le tensioni, che alla lunga possono provocare anche incidenti e malattie insieme ad una diffusa e generale infelicità.
Sicuramente esistono molte tecniche valide anche occidentali per combattere tutto ciò, ma poche possono vantare la millenaria tradizione dello Yoga e la sua completezza anche dal punto di vista spirituale.
                  Photo courtesy:Buonaventura’s & Carla’s        http://www.flickr.com/photos/buonaventura42/4155171948/sizes/z/in/photostream

In questo senso si può dire che lo Yoga non è una disciplina specificamente indiana, ma universale, in quanto scienza tramandata per migliorare le condizioni di vita dell’uomo, per procurargli salute, tranquillità e pace interiore a prescindere dalla sua razza o dimensione culturale. Lo Yoga è un patrimonio universale dell’umanità ed il fatto che i suoi antichissimi princìpi si siano tramandati in India anziché altrove è un problema storico, ma del tutto ininfluente dal punto di vista della validità di questa grande tradizione che appartiene a tutto il genere umano.


Fonti:
www.rajayoganewsletter.com 





domenica 1 gennaio 2012

NUT BARS

HAPPY NEW YEAR !!!

Per inaugurare l'anno nuovo qualcosa di semplice ma che gustosamente ed allegramente sa di festività. Durante questi giorni festivi non possono mancare deliziose barrette ....


NUT BARS
Ingredienti : 25 barrette

Base:
100 g mandorle sgusciate bianche
100 g zucchero
350 g farina
½ cucchiaino lievito per dolci in polvere
½ cucchiaino sale
1 bustina vanillina
120 g burro freddo
1 uovo
Farcitura:
100 g zucchero di canna
80 g burro
100 g miele oppure corn syrup
½ cucchiaino sale
2 cucchiai panna liquida
425 g frutta secca mista
½ cucchiaino cannella in polvere

Adoperando un robot da cucina, tritate finemente le mandorle sgusciate e mescolatele allo zucchero. Unite la farina, il lievito in polvere, il sale, la vanillina e mescolate.  Infine aggiungete il burro e ridurlo a piccolissimi pezzetti. Incorporate l’uovo, leggermente sbattuto.
Se non adoperate il robot da cucina, tritate finemente le mandorle e mescolate questa farina con lo zucchero. Su una spianatoia disponete la farina e aggiungete il burro a pezzetti. Tagliate il burro nella farina con un coltello sino ad ottenere pezzettini piccolissimi. Unite la farina, il lievito, il sale, la vanillina e mescolate. Infine incorporate l’uovo, leggermente sbattuto.

Versate l’impasto in una teglia quadrata18cmx18cm  imburrata o foderata con la carta da forno. Fate una leggera pressione e livellate la superficie. Posizionate sulla placca centrale del forno e cuocete a 180° per 15-20 minuti o affinché la superficie risulterà dorata. Poi togliete dal forno e fate raffreddare.

Preparate la farcitura:
Mettete il miele (o corn syrup) ed il burro in una casseruola e portate ad ebollizione su fiamma medio-alta, mescolando spesso. Lentamente aggiungere la panna liquida e portate nuovamente ad ebollizione. Togliete dalla fiamma e incorporate la frutta secca, mescolando in modo da rivestirla con lo sciroppo.
Versate il composto sulla base e livellate la superficie. Inclinate la teglia in modo che lo sciroppo si distribuisca uniformemente.
Infornate per circa 20  minuti o affinché il centro incomincierà a formare bollicine di ebollizione.
Togliete dal forno e fate raffreddare completamente. Poi ritagliate, con un coltello affilato,  il composto in barrette. 

HAPPY NEW YEAR!


Servizio fotografico: Maria Evans